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Ex Ilva, a Genova fino a 870 in cassa integrazione: Fim e Fiom annunciano la mobilitazione contro il rischio esuberi

AdI in amministrazione straordinaria ha avviato la procedura per aumentare il ricorso alla CIGS fino al 28 febbraio 2027. A Genova la misura potrebbe interessare 870 lavoratori su 917. Lunedì mattina presidio davanti ai cancelli. Potrebbero essere decise nuove iniziative di protesta

La nuova procedura per la Cigs (cassa integrazione guadagni straordinaria) potrebbe coinvolgere fino a 8.622 dipendenti di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria (AdI in A.S.), rispetto ai 4.450 attualmente interessati. La richiesta, comunicata nella notte, avrebbe validità fino al 28 febbraio 2027, salvo proroghe. Il gruppo conta complessivamente 9.626 lavoratori.

Per lo stabilimento di Genova il numero massimo indicato è di 870 dipendenti su 917. La misura riguarderebbe inoltre fino a 6.964 lavoratori a Taranto, su 7.875; 515 a Novi Ligure, su 542; 117 a Milano, su 125; 70 a Racconigi, su 72; 45 a Marghera, su 48; 23 a Paderno, su 25; e 18 a Legnaro, su 20.

La comunicazione ha suscitato la preoccupazione dei lavoratori e dei sindacati, anche perché arriva pochi giorni dopo le rassicurazioni sulla continuità lavorativa del sito genovese, riferite dalle organizzazioni sindacali. Le segreterie di FIM CISL Liguria e FIOM CGIL Genova definiscono la procedura «irresponsabile» e un insulto ai dipendenti e alla città, sostenendo che contraddica quanto ottenuto con la mobilitazione.

L’avvio della procedura non significa che la CIGS scatterà immediatamente per tutte le persone indicate: i numeri comunicati rappresentano il limite massimo previsto nella richiesta. L’iter dovrà chiarire come la misura sarà applicata nei diversi stabilimenti.

Lunedì mattina i siderurgici genovesi si ritroveranno davanti ai cancelli della fabbrica per discutere la situazione e decidere le prossime iniziative. Restano aperti gli interrogativi sul futuro dello stabilimento e sulla continuità produttiva.


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